Intervista esclusiva a Boni Castellane: immigrazione, criminalità, regole disonorate e identità nazionale perduta

Intervista a cura del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso

Lo scorso anno ho intervistato il mio collega e amico, Boni Castellane, editorialista di La Verità e intellettuale di rara capacità: ecco il link di accesso per chi desidera leggere le domande che gli ho posto e le relative risposte che Boni mi ha fornito https://www.gliscomunicati.it/2024/07/06/emilia-urso-anfuso-intervista-boni-castellane-prospettive-tra-passato-presente-e-futuro-in-terra-ostile/

Gli eventi che si susseguono, con sempre maggior velocità, a livello mondiale, hanno creato l’opportunità di realizzare una nuova intervista ed ecco cosa è emerso dalla nostra chiacchierata…

Boni, uno degli argomenti più incredibili di chi sostiene l’immigrazionismo è che non ci sia correlazione tra criminalità ed immigrazione…

Sì questo è uno degli aspetti più singolari. Da una parte il riflesso marxista della condizione economica che spiega sempre tutto, dall’altra l’autocensura moralista del cattocomunismo da ONG. Fortunatamente la matematica non è più un’opinione. La è stata nei recenti anni del woke…

La colpa è dell’immigrazione senza regole?

L’immigrazione senza filtro è l’accelerante, ma è tutto il sistema a non reggere più. Il concetto da colpire al cuore è il “c’è posto per tutti”: moralista, utopista e dannoso per tutti. Quando un immigrato già espulso ma sempre qua a delinquere ha più tutela legale di un commerciante italiano che alza la serranda ogni mattina, il sistema è rovesciato. Non è la cittadinanza a dare integrazione ma deve essere la dimostrazione della compiuta integrazione a implicare la cittadinanza.

Ma allora l’identità nazionale dove è finita?

È stata sostituita dall’“identità globale” del consumatore ideale. Senza conoscenza della lingua e senza orgoglio per storia, arte e cultura, l’Italia viene ridotta a un franchising multiculturale pronto per il “non possiederai nulla e sarai felice”. Oggi oltre all’identità è in gioco l’idea stessa di civiltà.

Sbaglio o in tutta Europa si nota un inquietante interesse per i reati d’opinione?

Dall’inferno britannico alla Germania, dalla Francia all’Unione europea stiamo assistendo ad una corsa verso il controllo del pensiero, delle opinioni e della libertà di parola. La Scienza ha ormai molti aspetti della religione e con l’entrata in vigore dello European Media Freedom Act la stretta sulle libertà personali si fa palese. Anche in Italia purtroppo rischiamo di veder nascere sorprendenti iniziative che pensavamo legate soltanto alla Legge Zan e ciò, a mio parere, a causa di una sorta di “panico delle istituzioni” che percepiscono di essere troppo deboli nei confronti di forze che non riescono a controllare. Ma lo Stato che controlla tutto è totalitario.

C’è ancora chi riesce a difendersi in terra ostile?

Tutti possono difendersi a patto che abbiano un arsenale fornito. E l’arsenale è fatto di senso critico, consapevolezza e cultura non conforme. Sta per uscire la nuova edizione de Il Campo dei santi per Signs Books per la quale ho avuto l’onore di fare la prefazione. Letture “maledette” come questa rappresentano un reale presidio di libertà.

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