Costituzione Italiana: il patto sociale è nudo
Di Lucaa del Negro
L’intenzione di commentare la approssimativamente definita Magna Carta della Repubblica italiana, non può e non deve essere messa sotto giudizio qualora se ne intravveda una posizione o due, ove un piccolo varco nel presente articoletto, deve non rappresentare oggetto di critica ma incitamento a riprendere il percorso educativo d’obbligo, perché “l’ignoranza della legge non scusa”; la grazia ricevuta, bontà loro (l’incipit di un percorso di spettacolarizzazione della politica è assolutamente presente grazie a Costanzo, il giornalista nazional-popolare che nel 1976 riordinò l’idea con grandissima professionalità), consentirebbe di porre su questo piatto, su questa tavola magistralmente preparata dal Direttore Emilia Urso Anfuso, un qualche tema che ahinòi non sembra sollevarci come ci si aspetterebbe, e nemmeno stimolarci più di tanto, laddove il rimando (semmai fosse possibile indirizzare i lettori) è appunto alla lettura degli Articoli, senza necessità di commenti.
Le incursioni, gli affronti e gli affondi -ripresa la lettura così come consigliata- appaiono all’ordine del giorno per l’Italia repubblicana sotto assedio e in agonia, senza più arte né parte, laddove l’identità nazionale è oggetto di pseudo-analisi baroccheggianti.
Tutti i piani industriali sono alla mercé dello straniero, vedi per sommo e ultimo esempio l’Industria automobilistica, vertice mondiale di eleganza e ingegneria svenduta come al mercato del bestiame, vedi le continue vessazioni subite dalla cittadinanza sotto forma di tassazioni senza eguali nei Paesi civili a fronte dello smantellamento dei servizi e, all’età senile non più sufficiente per la pensione calcolata in circa 600-800 euro netti mensili, e vedi in altro esempio le Forze dell’Ordine e il corpo insegnante (due categorie che affrontano il presente e il futuro della Nazione: ci si pensi un attimo, ci si pensi, per Dio!) trattati come sguatteri di terza categoria in mezzo a masse di nuovi schiavi (in larga parte forestieri) allo stato brado che scorrazzano con disordine nelle città. (Modern Slavery Statement, per un esempio di dichiarazione effettiva)
E’ possibile che la stupida e a tratti disonorevole risposta degli elettori (mediatica e sterile quanto basta), sia verso il Governo, di ogni colore esso si componga all’entrata a Palazzo?

La prima risposta non è scontata come sembra, infatti, ogni Partito -nessuno escluso- per definizione, per principio, invita alle urne rappresentanti (eletti) che definiremo onorevoli, deputati che il primo giorno e pubblicamente, giurano con solennità sulla Carta Costituzionale.
(La garanzia per i cittadini è netta, precisa, sicura, certa, lampante, inequivocabile.)
Nel rispetto massimo delle verità della Corte Costituzionale elevante del Presidente della Repubblica -il garante della Costituzione con il compito di assicurare il buon funzionamento del sistema costituzionale e rappresentare l’unità nazionale- come si conciliano le azioni di governo che devono attuare nella pratica quotidiana l’astrattismo teorico dei principi di libertà, democrazia e dignità umana scritti dai padri costituenti?
La guerra rappresenta perfettamente quello strumento che (nell’ordine) sospende, scardina e sostituisce con violenza ogni Costituzione, da che mondo è mondo e catalizza la grandissima parte delle risorse: la lettura del seguente Articolo (11) non dovrebbe avere commento quando viene violato, e non si adoperi il termine pace a sproposito.
«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.»
Lucaa del Negro
autorenegro.org[Foto copertina:“IhrKampf” da: www.edizionidelfaro.it/libro/photographx]
-> www.edizionidelfaro.it/libro/quaderno-di-guerra
***Immagine di copertina e all’interno dell’articolo di Lucaa del Negro
